Apologia storica

Ripensando ai tempi del liceo, ma anche negli anni prima, mi viene in mente un mal costume tutto italiano che non credo si posso confrontare con altre situazioni all’estero: tutti i corsi di storia iniziano nella notte dei tempi, probabilmente qualcuno vorrebbe incorporare anche la saga di Harry Potter, per poi l’ultimo mese rendersi conto che “no, il 900 non riusciamo a farlo tutto”. Come dire so quando si sono estinti i dinosauri - i dinosauri non si sono estinti sul serio, stanno solo aspettando di tornare di moda //probabile risposta di una concorrente di gf2007 bulli e pupi etc etc// - ma non so un c*!&o di cosa è successo trentanni fa, ed è questo che ci porta a quel deserto di neuroni mediamente riscontrabile parlando con chi ha meno di trentanni.
In questo sconfortante scenario, coltivo la speranza di non essere l’unico a vedere Anni Luce su La7 la domenica verso l’una, programma che dichiara una raffinata e non saccente cultura già dal titolo. Un ottimo conduttore, autore storico Rai, uno degli ultimi entrati con un concorso pubblico, altri tempi quando sapere fare una cosa bene era il minimo per lavorare, e l’infinito archivio Luce di filmati. Probabilmente è più facile convincere un liceale a vedere Gandhi per spiegargli un pezzo di storia, ma in questo programma senza effetti speciali, il montaggio e la scelta degli argomenti rappresenta un veicolo culturale, e quella funzione educatrice nel vero senso della parola che agli albori era la stessa Rai.

One Response to “Apologia storica”

  1. Franci writes:

    …tu non hai fatto il ‘68 spiegato dalla Napoli…un’esperienza unica.

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