Finalmente tram

E alla fine il tanto discusso tram, o metrotram, domenica sarà in servizio effettivo, il tempo di prove, verifiche tecniche e modifiche in corso è finito. La prova più attesa, l’incontro col pubblico, le persone che usano ogni giorno gli autobus e forse con gli automobilisti incuriositi che se lo vedranno scorrere vicino e che dovranno come è stato sottolineato con forza rispettarlo e rispettare ancora di più le norme del codice per evitare il caos.
Chissà forse qualche pendolare potrebbe anche provarlo e iniziare a lasciare di più in garage la macchina visti i costi di assicurazioni, veicoli e benzina, la totale assenza di parcheggi, etc. Alla fine è quest’ultimo il motore di un simile cambiamento, più del rinnovo ecologista del parco di veicoli dell’Aps, più dello slancio quasi futurista che l’amministrazione voleva dare all’immagine della città. Ma non è di questo che volevo parlare.
Chi è stato alle poste centrali, sospeso nell’attesa del suo turno, forse ha notato la stampa che sovrasta la sala, incastonata fra i tabelloni numerosi, di una Padova in bianco e nero in cui si nota proprio davanti all’edificio delle poste un tram: dunque questo è un ritorno non una vera rivoluzione, per quanto si tratti di mezzi divisi da un secolo di tecnologia.
Io già adesso mi muovo a piedi o in autobus, e negli orari di punta impiego meno tempo a piedi a raggiungere le destinazioni che rimanere imbottigliato nel traffico. Chissà che il tram non sia il motore di una rivoluzione nei trasporti, rivoluzione a cui abbiamo già staccato un assegno da cento milioni di euro.

Vecchio tram Nuovo tram

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