Efficienza a macchie di Leopardo
Giovedì, 13 Marzo 2008
Solo un utente mac può apprezzare questa frase, quindi in teoria queste parole sfondano una porta aperta nelle loro menti, ma vuole nonostante tutto mostrare anche a chi non è un confratello che cosa significa avere un problema in meno.
Nel tempo mi ero preparato una mia short list di minchiate che odiavo in Leopard ( Mac Os 10.5 for dummies ), ma per fortuna nei mesi successivi al lancio dell’ultima incarnazione del System, aggiornamento dopo aggiornamento, ho dovuto depennare molte voci.
Rimango un convinto sostenitore che su piattaforme fino ai G4, e forse ai G5, Tiger ( 10.4.11 ) rimane lo stato dell’arte degli OS: ma per chi ha la fortuna di disporre di un mac intel il 10.5.2 con i vari applicativi aggiornati è sicuramente un mondo nuovo dagli indiscutibili vantaggi. Oggi ve ne mostro uno solo, che si riesce ad apprezzare solo quando le cose vanno male oppure vedete i problemi degli altri.
TimeMachine
Da piccolo mi ricordo di una serie televisiva che credo si chiamasse i “Viaggiatori del tempo”, in cui un esperimento segreto americano riusciva a creare un tunnel nel tempo e due ricercatori finivano in vari momenti storici senza riuscire a tornare indietro. No, non iniziate a parlarmi di Quantum Leap, io adoro Quantum Leap e non mi sto confondendo, la serie che intendo io credo fosse addirittura in bianco e nero. La premessa è necessaria per riuscire a spiegare lo stupore che si manifesta sulla faccia di un utente la prima volta che usa la feature di Leopard forse più famosa.
Tecnicamente si tratta di una funzione di backup incrementare inserita nel sistema e gestita in modo automatico, in cui le uniche scelte da fare sono cosa usare come hd di stoccaggio e cosa salvare del sistema.
In pratica voi attivate un pulsantone, termine molto tecnico, e il sistema inizia a tempi prefissati a fare il backup prima di tutto quello che gli avete indicato, e poi dei cambiamenti a documenti: in altre parole se oggi attivate la funzione, fra una settimana avrete ogni singolo documento creato, salvato e modificato in sette giorni. Per usare una frase che mi aveva colpito alla presentazione, anche se va presa con le dovute precauzioni, oggi Finder è in 4D: finalmente anche il tempo è sotto il vostro controllo.
In qualsiasi momento potete entrare nella TimeMachine dal comodo menu apportato dalla 10.5.2 e scorrere il tempo fino al momento desiderato per recuperare i documenti. Oppure, se il sistema muore potete partire dal dvd di sistema e poi riportare il mac ad uno qualsiasi dei salvataggi della TimeMachine ( ovviamente se avete scelto di salvare tutto il sistema e non solo alcune cartelle ).
La fregatura dov’è vi chiderete, beh è che vi serve spazio! Io ho aggirato il problema con un barbatrucco: ho spostato il volume di salvataggio nel mio server e nonostante non sia proprio consigliatissimo, funziona perfettamente! Sia su cavo che via wifi, e il “server” è un vecchio g4 con Tiger non una macchina nuova. Prossimo passo personalmente sarà acquistare un bel 1/2 TeraByte di hd come spazio aggiuntivo. Una volta conosciuta TimeMachine non vi sembrerà più un sacrificio spendere pochi euro per aumentare lo spazio disponibile. E quella singola volta in cui le cose andranno male davvero e perderete qualcosa di importante, vi farete una risata e tornerete indietro nel tempo.
Have a nice day
No. 1 — Marzo 16th, 2008 at 16:17
Dio, come sei NEEEERD!!!!!
Dio, come invidio (a volte, solo a volte) il tuo essere NEEEERD! Figo, questo Time machine… E’ un programma che soddisfa tutte le mie paranoie! peccato che sia una vecchia bestia microsoft…