Disponibilità
domenica, 6 aprile 2008
Dopo averne discusso sia con amiche sia con morosa, ecco l’ennesimo reportage sulla disponibilità della pillola del giorno dopo in Italia. Ovviamente non mi riferisco alle scorte del farmaco ma all’ulteriore calvario di chi si trova in una situazione complessa, spesso abbandonato a sé stesso, e che si ritrova a sbattere contro un muro di gomma. Il problema è capire se un medico può negare quello che è un farmaco anticoncezionale, non abortivo, a chi lo chiede, per ragioni di etica personale.
Secondo me, è un falso problema, lasciando stare la deontologia professionale e il giuramento sottoscritto da ogni medico, le leggi sono per gli uomini, non sono gli uomini fatti per le leggi, un medico può benissimo non voler distribuire il farmaco anticoncezionale per le sue credenze MA che allora non stia in quelle strutture dove una ragazza si aspetta di trovare solidarietà e conforto. Può benissimo fare altro, nessuno lo obbliga a lavorare nel consultorio contro le sue idee. Questa arroganza non la sopporto.
Ps.
Come ogni questione sull’argomento meriterebbe di menti superiori alle nostre per affrontare una volta per tutte il problema, ovviamente questo non succederà mai in questo paese. Sicuramente ci sono persone che vedono nel farmaco la soluzione miracolosa al loro problema più grave: essere degli idioti. La soluzione però non deve colpire le persone che la testa sulle spalle l’hanno.